Il sostegno paterno all’allattamento

Esistono ampie evidenze scientifiche che mostrano l’effetto positivo del supporto paterno sull’avvio, la durata e l’esclusività dell’allattamento materno nei primi sei mesi, oltre a produrre benefici sulla relazione tra genitori e figlio, sulla relazione di coppia e sul benessere emozionale materno. L’esperienza dice che il miglior sostegno per una mamma nell’allattamento è quello del suo compagno (o della sua compagna). In alcuni paesi da tempo esistono gruppi di papà-peer (peer-dads) per sostenere l’allattamento materno. Ne è nato uno anche in Italia, nei Castelli Romani, per iniziativa dell’Organizzazione di Volontariato “La Goccia Magica OdV”.
Ospitiamo qui un’introduzione sull’iniziativa da parte della Presidente dell’Organizzazione, Michela Cericco, mentre uno dei papà pari, Marcello Di Fazio, racconta come e perché è diventato un papà-pari per l’allattamento.


In questa pagina è possibile anche scaricare il volantino sul sostengo del padre all’allattamento prodotto dal progetto PARENT in collaborazione con i nostri partner. Al suo interno troverete riferimenti e link sul tema. Associazioni/entità interessate a diffondere il volantino (senza modificare il testo) possono, se lo desiderano, aggiungere il proprio logo richiedendo a questo indirizzo la versione ESP del file.

Come nasce il gruppo dei papà pari per l’allattamento
Di Michela Cericco, Presidente de ‘La Goccia Magica OdV’, Roma

La Goccia Magica OdV è un’organizzazione di volontariato operativa nella zona dei Castelli Romani nella Regione Lazio dal 2008. È composta da Madri e Padri. Scopo principale dell’organizzazione di volontariato è sostenere, promuovere e proteggere l’allattamento al seno, fornire informazioni e sostegno a tutti i genitori e madri che desiderano allattare al seno i propri figli, affermando la fondamentale importanza dell’aiuto fornito in modo diretto da una madre all’altra, per imparare ad individuare i bisogni del bambino ed a soddisfarli nel migliore dei modi.

Le Volontarie dell’Associazione offrono gratuitamente sostegno alle madri organizzando:
-incontri di gruppo tra pari,
-visite a domicilio,
-convegni e seminari informativi e formativi per genitori e operatori sanitari e medici,
-collaborano in rete con servizi sanitari e le Istituzioni di ogni ordine e grado, nel pieno rispetto del Codice Internazionale che regolamenta la commercializzazione dei sostituti del latte materno.

Tutte le socie e soci volontari della Goccia Magica OdV hanno seguito un programma di formazione, organizzato e certificato dalla ASL Roma 6 tenuto da ostetriche professioniste.
La formazione fa riferimento al modello promosso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef per le iniziative: “Comunità e Ospedali Amici dei Bambini” per la promozione, la tutela ed il sostegno dell’allattamento al seno“.
Le volontarie/i della Goccia Magica OdV sono di fatto madri e padri peer to peer (alla pari) e si identificano all’interno dei percorsi «Ospedali e Comunità Amiche dei Bambini» Unicef intraprese anche dell’ASL Roma 6.

Nel maggio 2018 sono stati formati dalla ASL Roma 6 cinque Papà Peer, che non sono altro che i compagni di vita delle mamme peer to peer e che hanno proposto al alle ostetriche di riferimento una formazione specifica per avere strumenti comunicativi adeguati, in quanto nella loro cerchia di relazioni (colleghi, amici, parenti, ecc.) erano diventati spontaneamente un riferimento per i futuri papà e neo papà, con la possibilità di dare risalto al ruolo fondamentale dei padri nel percorso di allattamento ed offrire un supporto alla pari e gratuito ad ogni neo papà che ne avesse bisogno. Al motto “Ovunque ci sia un padre disponibile, consapevole ed informato accanto alla madre che allatta, tutto sarà più semplice”.

Come sono diventato ‘un padre alla pari’
Marcello Di Fazio, papa-pari, La Goccia Magica

Ho maturato la convinzione che la paternità è un po’ come un viaggio in treno. Porto la mia esperienza, naturalmente. All’inizio sei un padre rigido profondamente razionale. Nonostante la carica emotiva, nonostante tutti i nonostante del caso, il cervello prevale e purtroppo il cervello sulle questioni di cuore non è proprio il massimo. Quindi capita che nella prima stazione del viaggio finisci per salire su un treno che scoprirai non essere il tuo. Sei nella fase dove ti sembrano normali tante cose che poi normali proprio non sono: un percorso nascita medicalizzato, dall’inizio alla fine, perché tutto intorno a te spinge in quella direzione. Quindi quando ti ritrovi con un camice, all’ospedale, vicino alla tua compagna che partorisce nella posizione più innaturale del mondo, non ti fai ancora troppe domande. Così come non capisci certe manovre sbagliate talvolta ancora praticate (scoprirai dopo che tutto ha un nome: violenza ostetrica) e accetti il taglio del cordone anticipato, perché non sai ancora che quello è il suo sangue. Eppure, durante quel primo viaggio, capita un episodio che smuove la tua coscienza. Per me è stato l’allontanamento del bimbo dalla mamma. Vederlo piangere al nido, da solo, in quella culla, beh, è stato un colpo al cuore. Lì credo di aver attivato il freno d’emergenza e di essere sceso, lì è iniziato un nuovo viaggio.

Le prime fermate sono state complicate. Con la tua compagna inizi un percorso di consapevolezza, prendi informazioni. D’istinto ti accorgi che sapevi molte cose: che l’allattamento al seno non ha eguali e formule che tengano, che la donna deve essere libera di fare il suo percorso come meglio crede, dalla A alla Z, che devi fidarti di lei perché con il tuo sostegno è in grado di abbattere tutti i muri, e tante altre cose. Eppure questo è un aspetto, ogni viaggio ha tanti orizzonti, uno cruciale è quello che nel frattempo affronti come padre e compagno. Non è facile, nessuno ti ha mai veramente spiegato bene come funziona, quello che conosci sono le battute da commilitone dei tuoi amici: ora cambia tutto, addio calcetto, non dormi più, ecc. ecc. il copione è bello lungo. Viviamo in un contesto sociale disallineato dalla realtà, che spinge verso le rotture piuttosto che verso le unioni. Quindi sbagli e vai per tentativi. Ti chiedi cosa posso fare? Come posso rendermi utile? Quando arriverà il mio momento? Si, perché all’inizio ti senti anche un’entità distaccata dalla diade, ma non è così; ricopri soltanto un ruolo diverso, un ruolo che cambia con il trascorrere del tempo. Lungo il tragitto le fermate sono molte e ogni volta che scendi trovi qualcuno più avanti di te, come i papà alla pari, sono le persone speciali che puoi ritrovarti a fianco quando hai deciso, insieme alla tua compagna, di seguire quel percorso di consapevolezza. Ad ogni fermata impari qualcosa, metti in pratica ciò che avevi dentro ma non riuscivi a tirare fuori. E così prendono forma quelle frasi, quelle lettere alle quali tu non riuscivi a dare una collocazione precisa, a trasformarle in azioni concrete: collaborazione, protezione, rispetto, naturalità, forza, responsabilità, gioco, la lista è davvero lunga.


Potrei continuare, ma spero che quanto scritto fin d’ora serva per raccontare come nasce un papà alla pari. Un padre che ha iniziato il meraviglioso viaggio della paternità prima di altri uomini e, sostenuto da una formazione forte delle evidenze scientifiche sul percorso nascita, si mette poi a loro disposizione per restituire e rimettere in circolo la solidarietà ricevuta, gratuitamente. Raccontando le proprie esperienze, offrendo il proprio supporto da padre a padre, in questo meraviglioso boccascena chiamato vita.

Link e risorse per approfondire

Qui è possibile trovare altre interessanti risorse relative all’allattamento, pensate ed organizzate per i papà. Buona navigazione!